Antinfluencer

Antinfluencer è un pamphlet scritto a quattro mani da Daniela Martani – personaggio pubblico impegnato nelle campagne di sensibilizzazione animalista ed ambientalista – e Massimo Del Papa – giornalista e scrittore -.

Volutamente sintetico – hanno detto in conferenza stampa – ma molto ben documentato ed articolato.
Con una scrittura chiaramente tecnica e con dovizia di particolari tipica di un giornalista, ma molto scorrevole e fruibile, il suo intento è richiamare l’attenzione del pubblico su un abominevole fenomeno di massa che si è consolidato negli ultimi anni: la venerazione di modelli sbagliati. Di tutti quegli Influencers che non arrecano ai propri seguaci cultura o valori morali o etici. Che non solo sono spesso vacui, ma addirittura forgiano i propri fedeli con valori errati: consumismo scellerato, omologazione, disintegrazione della personalità in primis.

I sudditi di quest* influencers sono per lo più i giovani,
quelli in età matura da poter scegliere in autonomia, ma impreparati su cosa vogliono.
E nell’epoca dei consumi superflui ma irrinunciabili
si affidano quindi a questi guru mediatici di realtà dopata senza alcun background formativo.
Ecco i “nuovi persuasori del nulla” che guadagnano senza avere grandi competenze,
il cui target sono i valori ego-sostenibili.

Tra le tante cose che ho imparato leggendo questo libro, è che una delle maggiori testate italiane ha elogiato una “fannullista” che senza arte né parte ha scritto un libro che ha venduto decine di migliaia di copie che parla del nulla e riporta importanti errori culturali, ritenendosi felice del fatto che “quantomeno avvicina i giovani alla lettura”. Che?!?!?

Vero è che Plinio diceva che “non esiste libro così cattivo da non arrecare giovamento in alcuna delle sue parti”, ma affidarsi a un testo con degli esecrabili riferimenti storici e geografici errati crea una dannosa degenerazione culturale.

Ho anche appreso di un altro, un ricco ereditiere con milioni di followers su un social network, che passa la vita a spassarsela. Ad esibire quanto è bello godersela. Che è proprio il modello che si cerca di stigmatizzare con questo libro: persone alle quali non interessa essere utili a questa società o edificarsi culturalmente. Ma semplicemente ammazzare la noia con le maniere più creative. In uno di questi ingegnosi piani si lancia vestito di tutto punto con la bicicletta nella sua piscina…

Conosco Daniela da anni e la stimo per la sua tenacia nel portare avanti le sue battaglie. Sebbene sia diventata nota per avere partecipato ad un famoso reality show, ha preferito usare la sua immagine pubblica per campagne di sensibilizzazione anziché il facile ed immediato ritorno economico che a tutti fa gola.

Daniela è una animalista ed ambientalista passionale che difende le sue cause con la grinta con cui ogni madre in natura difende i suoi cuccioli. Lei che già a 15 anni teneva i banchetti contro l’uso delle pellicce.

Scopo del mio blog è sempre stato quello di incitare la gente a pensare con la propria testa, a perseguire i propri ideali e non seguire pedissequamente le masse.
In esso esprimo i miei valori ed i miei ideali nella speranza che siano spunto di riflessione per chi legge.

Per questo mi sono interessato così tanto al contenuto di questo libro.

Alla conferenza stampa di lancio del libro erano presenti anche Elisa D’Ospina – blogger etica che ha sempre lavorato contro l’anoressia – e Federico Guglielmi – critico – che hanno arricchito il dibattito.

C’è un indispensabile bisogno di seminare valori nei “Gen Z – quelli nati dopo il 1996 –“   – cito testualmente – ossia la prima generazione di “social natives”, i quali usano in maniera istintiva e naturale i social media. Bombardati da continue informazioni, la curva per attirare la loro attenzione è di solo otto secondi, ma capaci con un solo tweet di mobilitare un boicottaggio.

Si ringrazia il fotografo Luigi Luongo per il contributo fotografico.

 

Gipo Ciccone