Costano cari gli dei

“Io voglio solo arrivare.
Solo…
solo arrivare…
Non è poco.
Arrivare. E’ tutto.
Da sempre è tutto per me. E non solo. Non solo per me.
Lo so che mi capite.
Arrivare, no? E’ tutto.

Mi sveglio con questo progetto.
E dormo tranquillo solo se di giorno ho fatto dei passi.
Ancora più tranquillo se ho corso.”

Marco Rea in scena con l’opera scritta e diretta da Giampiero Cicciò ci ha travolti nei conflitti interiori di un uomo che ha cercato forsennatamente una rivalsa nei confronti di una adolescenza in cui si sentiva denigrato.

Un ragazzo di una borgata di periferia che sentiva di avere un grosso potenziale ed a disagio con un corpo troppo esile.

Crescendo ha sviluppato le sue capacità potenziando il suo corpo e sfruttandolo per ottenere i suoi obiettivi.

Obiettivi raggiunti da adulto strumentalizzando e facendosi strumentalizzare da un giovane scrittore di talento che con i soldi ottenuti con i suoi successi letterari lo ha comprato, sfoggiato, usato. Azioni che lui gli ha permesso fino a condannarsi ad una dipendenza dalla quale è riuscito a liberarsi solo uccidendolo.

Ossessionato dall’idea di sfruttare le sue possibilità di emergere, è rimasto prigioniero del fatto che fosse usato.

Un do ut des maniacale in cui la gratitudine lascia il posto all’oltraggio.

50 minuti di rapimento grazie alla maestria di Cicciò nello scrivere e nel dirigere, ed alla poliedricità di Rea che racconta i conflitti del protagonista passando da scene in cui il testosterone straborda ad altre in cui si cala perfettamente nella fimminiella dello scrittore, da una perfetta esibizione di tip tap ad una cafona esternazione del tipo cresciuto nella borgata.

I due protagonisti attingono continuamente dalle doti dell’altro, sfociando in una competizione dove l’affermazione della superiorità tende a voler soffocare il compagno che fino a prima era stato un complice.

La fisicità di Rea, insieme alle sue espressioni, le sue movenze alternate tra estremamente rudi e delicatissime, unite alla sapiente mente e penna di Cicciò, riescono a rapire lo spettatore.

Ancora in palinsesto al Teatro “le stanze segrete” a Trastevere in Roma fino a domenica 3 aprile 2016.

Gipo Ciccone

 

 

Marco Rea

Nato a Roma nel 1974 e cresciuto nella periferia, comincia nel 1994 un laboratorio di ricerca teatrale sul lavoro dell’attore, lo studio sul metodo Stanislavskij e Grotowski lo porta a comprendere la grande ricerca sull’ uso del corpo e non solo sulla voce.

Il suo debutto in teatro con “La Ballata di Roberto Zucco”, regia di Alessandro Mengali è il risultato di un lungo lavoro che lo porta poi a incontrare vari maestri e la nascita di nuovi lavori teatrali: con Anna Mazzamauro, Nicasio Alzelmo, Giovanni De Feudis.

Accompagnando sempre al suo obiettivo artistico il cinema: debutta con la regia di Renzo Martinelli in “Piazza delle cinque lune”, per poi lavorare con la regista Francesca Elia nella sua opera prima “Raccontami una storia”, per la fiction “Attacco allo stato” regia di Michele Soavi con Raul Bova, protagonista di varie pubblicità come: “Mozzarella Francia”, testimonial della casa di elettrodomestici Max, Fox Channel, Sky , Grey scioglimacchia.

Intraprende un laboratorio di musical con l’esito finale del musical “A chorus line” con la regia di Gianluca Ferrato, interpretazione vocale di Rossana Casale e le coreografie di Cesare Vangeli, presso lo IALS. Studia tip-tap con il maestro Tony Ventura, Giorgio de Bortoli, e Lori Warner, danza jazz con Marco Ierva. È ospite come ballerino di tip tap nella trasmissione “Amore” di Raffaella Carrà, coreografie di Giorgio de Bortoli.
Studia Tap dance in America con Barbara Duffy, Andrew Nemr, Derek Grant e Ray Hasselink.Prende parte alle classi di recitazioni al Time square actor center. Laboratori di teatro tenuti da Daniele Salvo sull’Istruttoria di Peter weiss sulle Baccanti di Euripide.

Debutta nel grande musical “Tutti insieme appassionatamente” regia di Saverio Marconi coreografie Fabrizio Angelini, con Michelle Hunziker, Luca Ward. Nel musical “Annie”interpreta il gangster Gallo regia di Paola Lancioni coreografie di Tap dance Sean le Brocq.

Nel 2006 incontra un grande maestro del teatro italiano e del varietà Gigi Proietti e debutta nel suo spettacolo “Buonasera”un successo che ormai dura da anni in tutti teatri italiani.

Dal varietà passa al mondo di Shakespeare,sempre sotto la direzione artistica di Gigi Proietti, al globe theatre di Roma costruito secondo lo schema del teatro londinese con la messa in scena del “Giulio Cesare” regia di Daniele Salvo e il “Re Lear” con un grande Ugo Pagliai sempre sotto la direzione di Daniele Salvo.

Seguono numerose esperienze teatrali come: “Trasteverini” diretto da F.Angelini e “Rugantino” con la messa in scena di E.Brignano; ed altrettante esperienze cinematografiche tra cui “Acab” di S.Sollima e “Per sfortuna che ci sei” con E.Brignano.

In tv è stato impegnato in fiction come “Un posto al sole”, “Cugini e cugini”, “Ho sposato uno sbirro 2” e “Rex 6”

Di recente protagonista del Music-all Party, presentato da Giampiero Ingrassia e Laura Baccarini, ha condiviso la scena con Enzo Garinei, De Sica e Enrico Brignano.

E per il secondo anno, dopo i sold out registrati nella precedente stagione, torna in scena in “Tutto dipendeda me o quasi”, una commedia musicale brillante per la Regia di Paola Tiziana Cruciani.

Giampiero Cicciò

Studia recitazione presso la Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman con la regia del quale nel 1988 debutta in teatro con La canzone degli F.P. e degli I.M di Elsa Morante.

Nel 1989 su Raitre, Dipartimento scuola educazione, è tra gli attori del programma in sei puntate sui metodi di recitazione della Bottega teatrale di Firenze: Lezioni di Teatro scritto e condotto da Vittorio Gassman.

Nel 1991 inizia un sodalizio artistico con Giancarlo Cobelli, con la cui direzione rappresenta lavori del teatro classico e moderno recitando sempre in ruoli di primo piano. È infatti diretto da Cobelli in Un patriota per me di John Osborne (1991) nel ruolo di Ferdy, Andrea o i ricongiunti di Hugo von Hofmannsthal (1992) nel ruolo di Zorzi, Troilo e Cressida di William Shakespeare (1993) nel ruolo di Pandaro, Edoardo II di Christopher Marlowe (1994) nel ruolo di Baldok, Illusion comique di Pierre Corneille (1995) nel ruolo di Adrasto, Re Giovanni di William Shakespeare (1999) nel ruolo del Cardinale Pandolfo.

In Francia, nel teatro Athénée-Louis Jouvet di Parigi, diretto da Walter Pagliaro è tra gli interpreti principali de Gli attori in buonafede di Marivaux (1989).

In Germania, nel 2006 diretto da Federico Tiezzi, accanto a Chiara Muti (Antigone) e Sandro Lombardi (Creonte), è in Antigone di Sofocle di Bertolt Brecht (nel ruolo di Tiresia) nell’ambito del BrechtFest di Berlino che si tiene nel teatro Berliner Ensemble fondato dallo stesso Brecht.

Ha inoltre lavorato con Alvaro Piccardi (Agamennone di Eschilo: 1989); Federico Tiezzi (Porcile di Pier Paolo Pasolini: 1994, Dialoghi e monologhi da Giacomo Leopardi: 1998); Giorgio Barberio Corsetti (La compagnia degli uomini di Edward Bond: 2003); Ninni Bruschetta (Giulio Cesare di William Shakespeare: 1999 nel ruolo di Bruto); Luciano Melchionna (Pausa di Luciano Melchionna: 2001, Sterminio di Werner Schwab: 2002; La disfatta di Gianni Guardigli: 2003); Gianni Guardigli (Giovanna d’Arco di Borgovecchio di Guardigli: 2003); Francesco Saponaro (“Il petrolio” drammaturgia di Antonio Marfella: 2007).

Debutta come regista nel 1996 al Teatro Politecnico di Roma con la tragicommedia da lui scritta La favola della pelle e della rosa. Tra gli interpreti: Luciano Melchionna, Celeste Brancato, Salvatore Palombi.

Nel 1998 per il Circuito del Mito diretto da Franco Zeffirelli allestisce Il Siciliano di Molière con Gilberto Idonea, Emanuela Muni, Donatella Finocchiaro, Annibale Pavone, David Coco, Giuseppe Castiglia.

Per il festival Taormina Arte, diretto da Giorgio Albertazzi, mette in scena La sposa di Messina di Friedrich Schiller (1999), Gl’innamorati di Carlo Goldoni (2001), Senso di Luca De Bei con Maria Paiato (2002)

Al cinema è tra gli interpreti principali del film Il quaderno della spesa (nel ruolo di Luigi Rosada) accanto a Gabriele Lavia e Laura Betti, regia Tonino Cervi. E in Senso unico, regia Aditya Bhattacharya, è accanto a Stefania Rocca nel ruolo di Gianni Buontempo.

Nel 2007 mette in scena Lo stato d’assedio di Albert Camus per poi affrontare negli anni successivi Giovanna d’Arco di Borgovecchio di Gianni Guardigli.

Nel 2009 mette in scena Perthus di Jean-Marie Besset con Massimo De Rossi, Annibale Pavone, Francesco Borchi e Matteo Romoli.

E sempre nel 2009 è tra i protagonisti della fiction tv L’onore e il rispetto – Parte seconda nel ruolo del dottor Emilio Fidemi.

Nel 2011 firma la regia del musical Salvatore Giuliano di Dino Scuderi con Giampiero Ingrassia e Barbara Cola nel ruolo dei protagonisti.

Nello stesso anno mette in scena I miei occhi cambieranno monologo interpretato da Federica De Cola (tratto dall’ultimo testo di Celeste Brancato).

Diretto da Ninni Bruschetta, nel 2012, è Vassili ne “L’ufficio” scritto da Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre (gli autori della serie tv Boris).

Nell’estate del 2013 scrive e firma la regia del cortometraggio Rashid, ispirato a un fatto realmente accaduto. Tra gli interpreti: Federica De Cola e Gabriele Greco. Nel 2014 il corto vince tre premi al MareFestival di Salina dedicato a Massimo Troisi: premiati il regista di “Rashid” Giampiero Cicciò, il protagonista Luigi Cirillo e l’attore non protagonista Gabriele Greco. I premi sono stati consegnati dalla madrina della manifestazione Maria Grazia Cucinotta.

Nell’aprile 2015, prodotto dal Teatro Vittorio Emanuele II di Messina, mette in scena un proprio testo, “Lei e lei”, ed è regista e interprete dello spettacolo accanto a Federica De Cola.